I nanomateriali sono sostanze caratterizzate da dimensioni particellari comprese tra 1 e 100 nanometri. Rivestono oggi un ruolo chiave in numerose applicazioni industriali e tecnologiche, al punto da essere diventati elementi pervasivi in molti settori produttivi. Tra i principali esempi si annoverano i nanotubi di carbonio, le nanoparticelle di ossidi metallici, i fullereni e il grafene.
Tuttavia, come spesso accade nell’innovazione tecnologica, la diffusione dei nanomateriali non è stata accompagnata da un adeguato approfondimento sugli aspetti legati alla salute e alla sicurezza. Le conoscenze attuali sui loro potenziali effetti nocivi e sulle modalità di gestione del rischio risultano ancora parziali e spesso sottovalutate. L’esposizione può determinare effetti avversi rilevanti, come tossicità polmonare, infiammazioni, effetti sistemici, nonché potenziali azioni cancerogene e mutagene.
In questo contesto, diversi organismi stanno lavorando allo sviluppo di standard per la valutazione del rischio, ma ad oggi non esiste ancora un quadro normativo consolidato e condiviso.