Nella transizione verso l’economia circolare, il tema della “cessazione della qualifica di rifiuto” è senza dubbio un punto cardine e centrale, ma allo stesso tempo molto complesso e che abbraccia diversi aspetti normativi.
Se da un lato è ben noto che, al fine di ottenere un materiale recuperato (End of Waste), è necessario essere in possesso di un’autorizzazione ambientale al recupero, spesso ci si dimentica che il rispetto delle sole norme ambientali non basta: la vera sfida è trasformare il rifiuto in un prodotto a tutti gli effetti, tenendo conto anche dei suoi potenziali impatti sulla salute umana e sull’ambiente, rispettando l’intero insieme di norme che disciplinano l’immissione sul mercato. Seppure non espressamente citati, i Regolamenti (CE) 1907/2006 (REACH) e (CE) 1272/2008 (CLP) sono le norme primarie con cui ci si deve confrontare al momento dell’ottenimento dell’End of Waste.
Spesso però l’approccio agli End of Waste è frammentato, quasi sempre esclusivamente focalizzato sulla valutazione degli aspetti ambientali, tralasciando gli impatti delle norme di prodotto. È quindi quanto mai fondamentale affrontare il tema nel suo complesso.