Sostenibilità

Due Diligence nel Regolamento Batterie: proroga al 2027 e modifica del limite di fatturato

La Commissione Europea intende dare più tempo alle imprese per adeguarsi agli obblighi di Due Diligence ed estendere la platea delle PMI esentate

09 giu 2025

La Commissione Europea ha presentato due proposte di regolamento rispettivamente con l’obiettivo di:

  • posticipare di due anni l’entrata in vigore degli obblighi di Due Diligence previsti dal Regolamento (UE) 2023/1542 relativo alle batterie e ai rifiuti di batterie. La proposta, pubblicata il 3 giugno 2025, mira a garantire più tempo agli operatori economici per adeguarsi ai requisiti tecnici e organizzativi richiesti e al contempo concede alla Commissione ulteriori 18 mesi per la pubblicazione degli orientamenti per l’applicazione dei requisiti relativi al dovere di diligenza;
  • alzare il limite di fatturato oltre il quale è prevista l’applicabilità dell’obbligo di Due Diligence dagli attuali 40 milioni di euro a 150 milioni di euro.


Contesto normativo

Il Regolamento Batterie, entrato in vigore nel 2023, introduce un quadro normativo ambizioso per garantire la sostenibilità e la tracciabilità lungo l’intero ciclo di vita delle batterie. Tra le novità più rilevanti vi è l’obbligo per gli operatori economici di implementare sistemi di Due Diligence per la catena di approvvigionamento delle materie prime - cobalto, grafite naturale, litio, nichel e loro composti utilizzati nella fabbricazione di materiali attivi - in relazione a due categorie di rischio: ambientale e sociale.

Gli obblighi di Due Diligence si applicano nella formulazione attuale del regolamento agli operatori economici che immettono sul mercato o mettono in servizio batterie nell’Unione Europea, esclusi operatori economici che nell’esercizio precedente l’ultimo esercizio hanno registrato un fatturato netto inferiore a 40 milioni di EUR e non fanno parte di un gruppo costituito da imprese madri e figlie che, su base consolidata, supera il limite di 40 milioni di EUR.


Motivi della proposta

Secondo la Commissione il rinvio si rende necessario per:

  • consentire agli operatori economici di prepararsi adeguatamente, in particolare alle PMI, anche alla luce delle linee guide che verranno pubblicate;
  • consentire agli Stati Membri la nomina e l’organizzazione degli “enti notificati” che avranno il compito di verificare le policy aziendali in materia di due diligence;
  • evitare interruzioni nella catena di fornitura;
  • allineare i requisiti con altri strumenti normativi europei, come la Direttiva sulla Due Diligence Aziendale (CSDDD).

Inoltre, l’innalzamento del criterio di fatturato per l’applicabilità degli obblighi di Due Diligence mira a tutelare le PMI:

  • riducendone gli oneri amministrativi;
  • allineando le soglie di applicabilità a quelle previste dalla CSDDD;
  • garantendo maggiore efficacia e proporzionalità nell’applicazione dei requisiti.


Nuove proposte

Le proposte mantengono invariati gli obiettivi ambientali e sociali del regolamento:

  • posticipandone tuttavia le date di applicazione:
    • al 18 agosto 2027 per l’applicazione degli obblighi di Due Diligence;
    • al 26 luglio 2026 per la pubblicazione degli orientamenti da parte della Commissione Europea;
  • modificando le soglie di fatturato che determinano l’applicabilità degli obblighi di Due Diligence dagli attuali 40 milioni euro ai proposti 150 milioni di euro.


Prossimi passi

Le proposte saranno ora esaminate dal Parlamento Europeo e dal Consiglio dell’UE secondo la procedura legislativa ordinaria. Se approvate, entreranno in vigore dopo la pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale dell’Unione Europea.