Altre normative

Nuova riforma doganale UE: più controlli sulla conformità e sulla sicurezza dei prodotti importati

Le dogane assumono un ruolo sempre più centrale nella verifica della conformità normativa delle merci, con maggiori responsabilità per gli importatori e una più stretta integrazione con le attività di vigilanza del mercato

02 ott 2026

Il 19 settembre 2026 è stato pubblicato il Regolamento (UE) 2026/2108, che introduce il nuovo Codice Doganale dell'Unione e riforma in modo significativo il sistema doganale europeo. La riforma mira a rendere le dogane più digitali, integrate e orientate alla gestione dei rischi, rafforzando al tempo stesso il controllo sulla conformità delle merci che entrano nel mercato europeo.

Uno degli aspetti più rilevanti della riforma è il rafforzamento del ruolo delle autorità doganali nella tutela degli interessi pubblici. Le dogane non saranno più chiamate soltanto a verificare aspetti tariffari e fiscali, ma contribuiranno sempre più alla protezione della salute umana, dell'ambiente, dei consumatori e della sicurezza dei prodotti, collaborando con le autorità competenti per la vigilanza del mercato.

Maggiore attenzione alla sicurezza dei prodotti

Il regolamento richiama espressamente l'importanza di garantire che le merci introdotte nell'Unione siano conformi ai requisiti applicabili in materia di sicurezza e conformità dei prodotti.

Tra le normative richiamate figurano:

  • Regolamento (UE) 2023/988 sulla sicurezza generale dei prodotti (GPSR);
  • Regolamento (UE) 2019/1020 sulla vigilanza del mercato;
  • Direttiva (UE) 2024/2853 sulla responsabilità per danno da prodotti difettosi.

Le autorità doganali potranno sospendere o rifiutare lo svincolo delle merci qualora emergano elementi che facciano presumere una non conformità alle normative applicabili.

Controlli più stringenti sulle merci importate

La riforma non introduce nuovi obblighi sostanziali per gli importatori, già responsabili della conformità dei prodotti alle normative applicabili. Le novità riguardano soprattutto il rafforzamento dei controlli alle frontiere e una maggiore cooperazione tra autorità doganali e organismi di vigilanza del mercato, con l'obiettivo di intercettare più efficacemente i prodotti non conformi provenienti da Paesi terzi.

Più cooperazione tra dogane e autorità di vigilanza

Il nuovo Codice Doganale introduce un sistema di cooperazione più strutturato tra autorità doganali, autorità di vigilanza del mercato e altre autorità competenti.

Le informazioni raccolte durante i controlli potranno essere condivise tra le diverse autorità, consentendo una gestione più efficace dei rischi e una maggiore capacità di individuare prodotti non conformi prima della loro immissione sul mercato europeo.

Cosa significa per le aziende

Sebbene gran parte della riforma sarà attuata progressivamente nei prossimi anni, emerge chiaramente una tendenza: la frontiera doganale diventerà sempre più un punto di verifica della conformità normativa dei prodotti.

Pur non citando espressamente REACH, CLP, POP o PIC, la riforma rafforza il ruolo delle dogane nel controllo della conformità dei prodotti importati e nella tutela di salute, sicurezza, ambiente e consumatori. In questo contesto, le aziende importatrici potrebbero essere chiamate a dimostrare con maggiore efficacia la conformità normativa delle merci già nelle fasi di ingresso nel mercato europeo.

Per gli operatori economici sarà quindi importante:

  • verificare la completezza della documentazione tecnica dei prodotti importati;
  • assicurare la corretta gestione degli obblighi regolatori applicabili;
  • garantire la disponibilità di evidenze documentali sulla conformità dei prodotti;
  • rafforzare il dialogo con fornitori extra-UE e rappresentanti autorizzati;
  • prepararsi a controlli più mirati e basati sul rischio.

Conclusioni

La riforma del Codice Doganale dell'Unione conferma l'evoluzione delle dogane da organismi principalmente deputati alla riscossione dei dazi a veri e propri attori della sicurezza e della conformità del mercato europeo.

Per le imprese che importano prodotti da Paesi terzi, la conformità normativa non sarà più soltanto un requisito da garantire dopo l'immissione sul mercato, ma diventerà sempre più un elemento da dimostrare già nelle fasi di ingresso delle merci nell'Unione, con possibili implicazioni anche per i settori soggetti a regolamentazioni chimiche e di prodotto.