Pubblicata la nuova guida INAIL sulle polveri pericolose
Strategie e misure tecniche per il contenimento e la rimozione delle polveri pericolose nei luoghi di lavoro
21 mag 2026L'esposizione a polveri pericolose, spesso invisibili a occhio nudo, costituisce un rischio critico in settori come le costruzioni (46%), l'agro-alimentare (24%), il legno (11%) e il metalmeccanico (10%). All’esposizione sono spesso correlate malattie professionali e patologie gravi come pneumoconiosi, asma bronchiale, broncopneumopatia cronica ostruttiva (BPCO) e neoplasie polmonari.
La Guida Tecnica “Polveri Pericolose” 2026, realizzata dalla collaborazione tra Inail e Confimi Industria rappresenta uno strumento fondamentale per datori di lavoro, RSPP e tecnici, offrendo strategie aggiornate per il contenimento e la rimozione dei contaminanti aerodispersi nei luoghi di lavoro.
Per prevenire l'inalazione di agenti nocivi, la guida sottolinea l'importanza di captare l'agente alla sorgente, eliminando o riducendo la concentrazione respirabile nell'aria. Le principali tecnologie disponibili includono:
- Aspirapolveri mobili professionali e industriali: apparecchi mobili per la rimozione di depositi e accumuli di polvere dalle superfici tramite accessori manuali.
- Depolveratori mobili: dispositivi collegati direttamente a utensili o macchinari per la captazione alla sorgente dei contaminanti durante il lavoro.
- Impianti centralizzati fissi ed estrattori di processo: sistemi permanenti con rete di condutture per la pulizia generale o l'aspirazione diretta dai macchinari di produzione.
- Estrattori mobili per trattamento aria: macchine per la purificazione dell'aria in ambienti confinati o glove box tramite bracci o tubazioni flessibili.
- Impianti centralizzati per trattamento aria: sistemi di ventilazione meccanica controllata per il ricambio continuo dell'aria in ambienti indoor dove la ventilazione naturale è insufficiente.
- Trasportatori Pneumatici: sistemi chiusi per il trasferimento automatico di polveri e granuli, che eliminano la movimentazione manuale e la dispersione di contaminanti
Il quadro normativo relativo ai sistemi di aspirazione, filtrazione e trasporto delle polveri pericolose ha l’obiettivo di garantire la sicurezza dei lavoratori e l’efficacia delle macchine nel contenimento degli agenti nocivi. Le principali norme a cui fare riferimento sono:
- Regolamento Macchine (UE) 2023/1230: introduce requisiti più rigorosi per la prevenzione dei rischi alla fonte. Le macchine devono limitare l’esposizione a sostanze pericolose tramite sistemi integrati di captazione e filtrazione, accompagnati da istruzioni tecniche adeguate;
- Norma EN 1822 / ISO 29463: norma che classifica i filtri ad alta efficienza (EPA, HEPA e ULPA) in base alla capacità di trattenere particelle molto fini. La norma sottolinea l’importanza di verificare non solo il filtro, ma l’intero sistema di aspirazione;
- Norma EN IEC 60335-2-69: definisce i requisiti costruttivi e di sicurezza degli aspiratori industriali, classificandoli in classi L, M e H in funzione della pericolosità delle polveri trattate. Per le macchine di classe M e H sono previsti sistemi di allarme, procedure di svuotamento sicuro e controlli periodici per garantire il mantenimento delle prestazioni filtranti;
- Normativa ATEX e sistemi ACD: disciplina la gestione del rischio di esplosione associato alle polveri combustibili. I sistemi devono essere progettati con misure antistatiche e, nelle aree classificate, conformi alla Direttiva ATEX 2014/34/UE.
La guida sottolinea inoltre l’importanza di un approccio integrato basato su tecnologie adeguate, formazione del personale e corretto utilizzo dei DPI. Il D.Lgs. 81/08 (includendo addestramento pratico e formazione specifica sui rischi legati alle polveri pericolose, anche durante le attività di manutenzione e controllo delle attrezzature). A supporto delle aziende, l’Inail mette inoltre a disposizione incentivi economici e finanziamenti per l’adozione di soluzioni tecnologiche volte alla riduzione dell’esposizione.
Ricordiamo che, come anche specificato dalla guida, il monitoraggio delle polveri secondo la norma UNI EN 689 rappresenta il pilastro metodologico per valutare l'esposizione professionale per inalazione e garantire la conformità ai Valori Limite di Esposizione Professionale (VLEP/OELV). Questa norma definisce infatti una strategia operativa rigorosa per eseguire misurazioni che siano realmente rappresentative dell'esposizione dei lavoratori, permettendo di determinare se i livelli di inquinanti aerodispersi rientrino nei parametri di sicurezza.
Per approfondimenti, vi invitiamo a consultare la versione integrale della Guida Tecnica disponibile sul sito Inail.
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