Biocidi

Regolamento sui Prodotti Biocidi (BPR): la Commissione europea avvia una valutazione a 12 anni dall’attuazione

È in corso la consultazione pubblica sul BPR per analizzarne efficacia, coerenza e impatto sul mercato e sulla tutela di salute e ambiente

19 feb 2026

La Commissione Europea ha aperto a dicembre 2025 una consultazione pubblica per fare il punto sul BPR, che resterà aperta fino a marzo 2026. L’iniziativa si colloca a dodici anni dall’entrata in applicazione del Regolamento (settembre 2013 – settembre 2025) e punta a valutarne il funzionamento complessivo.

In particolare, la valutazione verterà su cinque criteri: efficacia, efficienza, rilevanza, coerenza e valore aggiunto UE.

Saranno presi in esame l'efficacia del Regolamento nel migliorare il funzionamento del mercato unico dell'UE e nel garantire un elevato livello di protezione della salute umana, animale e dell'ambiente; l'efficienza e i benefici conseguiti a fronte dei costi sostenuti dagli Stati membri e le imprese. Inoltre, la valutazione prenderà in considerazione la pertinenza del Regolamento nel soddisfare le esigenze attuali ed emergenti e la sua coerenza con altre normative, come REACH (Reg. 1907/2006), CLP (Reg. 1272/2008), prodotti fitosanitari (Reg. 1107/2009), materiali a contatto con alimentari (Reg. 1935/2004).

I risultati contribuiranno a un'eventuale revisione del Regolamento, che sarà supportata da una valutazione d'impatto, previsto entro il 2027.

Ad oggi, sono pervenuti contributi da associazioni industriali, imprese, ONG e cittadini dell’UE, che evidenziano posizioni differenti.

Da un lato, le imprese reclamano semplificazioni, tempi più rapidi e prevedibili per approvazioni, rinnovi e mutuo riconoscimento. I ritardi procedurali e l’incertezza regolatoria vengono indicati come aspetti che possono generare squilibri di mercato e ostacolare la concorrenza. Tra le richieste principali emergono una maggiore armonizzazione e una gestione più centralizzata delle procedure.

Dall’altro lato, cittadini e organizzazioni non governative pongono l’attenzione sul principio di precauzione, sui rischi cumulativi e sui cosiddetti “effetti cocktail”. Viene inoltre sostenuto lo sviluppo di alternative non chimiche e un rafforzamento dell’approccio “bio-first” a livello europeo.

Come anticipato, sia i principali portatori di interesse quali le autorità nazionali competenti degli Stati membri, le aziende, le società di consulenza, le associazioni di settore (a livello nazionale e di UE), l’Agenzia europea per le sostanze chimiche (ECHA), che organizzazioni non governative e pubblico possono presentare le proprie osservazioni fino alla mezzanotte del 05 marzo 2026 (ore di Bruxelles).