Talco: l’industria chiede il rinvio della decisione sulla classificazione armonizzata come Carc. 1B, H350 e STOT RE 1, H372
Le associazioni industriali contestano le conclusioni del RAC e chiedono ulteriori approfondimenti sulle evidenze scientifiche relative agli effetti del talco e alle modalità di esposizione
08 set 2026Nel settembre 2024, come già approfondito nella nostra newsletter dedicata, consultabile qui, il Comitato per la valutazione dei rischi (RAC) di ECHA aveva adottato il proprio parere sulla proposta di classificazione armonizzata del talco (Mg₃H₂(SiO₃)₄), raccomandandone la classificazione come Carc. 1B, H350 e STOT RE 1, H372, senza specificare una particolare via di esposizione per quest’ultima classe di pericolo.
La proposta è ora tornata al centro del confronto europeo. Nel corso della 58ª riunione CARACAL di luglio 2026, le associazioni dell’industria hanno infatti espresso forti perplessità rispetto alle conclusioni del RAC e richiesto un rinvio di un anno della decisione sulla classificazione, ritenendo necessario un ulteriore approfondimento delle questioni scientifiche ancora aperte, in particolare con riferimento alle particelle Poorly Soluble Low Toxicity (PSLT) e alle modalità di esposizione. Anche alcuni Stati membri hanno espresso sostegno al rinvio.
Tra le associazioni maggiormente attive sul tema figura EUROTALC, che ha formalmente sostenuto la richiesta di rinvio, evidenziando come, a suo avviso, le evidenze attualmente disponibili non giustifichino una classificazione applicabile indipendentemente dalla via di esposizione. L’associazione sostiene in particolare che l’eventuale intervento regolatorio dovrebbe concentrarsi sulla frazione respirabile del talco e sull’esposizione per inalazione.
La questione dovrebbe essere nuovamente discussa dalla Commissione europea nell’ambito di una sessione CARACAL dedicata prevista per settembre 2026.
La decisione sulla classificazione resta pertanto ancora aperta e sarà importante monitorare i prossimi sviluppi a livello europeo, considerato il largo impiego del talco sia nei prodotti destinati al consumo sia in ambito industriale, dove l’eventuale adozione della classificazione Carc. 1B, H350 avrebbe un impatto significativo.