Tassonomia UE: la Commissione propone semplificazioni per facilitare la rendicontazione
Focus sui criteri DNSH: meno oneri per le imprese, più chiarezza per il mercato. Un passo avanti verso una rendicontazione sostenibile più accessibile anche per le PMI
08 lug 2025Semplificare per accelerare la transizione sostenibile
Il 4 luglio 2025, la Commissione Europea ha annunciato una serie di proposte per semplificare l’applicazione dell’EU Green Taxonomy, il sistema di classificazione delle attività economiche e degli investimenti sostenibili dell'UE. L’obiettivo è duplice: ridurre gli oneri amministrativi per le imprese e migliorare la qualità delle informazioni fornite agli investitori e agli stakeholder.
Le principali novità
- Riduzione degli oneri informativi: le società finanziarie e non finanziarie sono esentate dalla valutazione dell'ammissibilità e dell'allineamento alla tassonomia per le attività economiche che non sono finanziariamente rilevanti per la loro attività;
- Semplificazione dei modelli di rendicontazione: i modelli di rendicontazione della tassonomia sono stati semplificati, riducendo il numero di dati da riportare del 64% per le società non finanziarie e dell'89% per le società finanziarie;
- Semplificazione dei criteri Do No Significant Harm (DNSH), contenuti nell’Appendice C degli atti delegati della Tassonomia con l’eliminazione dei requisiti di tracciabilità ed uso di SVHC, come definite dall’articolo 57 del Reg. REACH, non incluse in Candidate List.
I prossimi passi
Le proposte della Commissione, presentate sottoforma di atti delegati che modificheranno i Climate ed Environmental Delegated Acts (oltre al Disclosure Delegated Act), saranno ora sottoposte all’esame del Parlamento Europeo e del Consiglio per un periodo di controllo di 4 mesi, prorogabile di altri 2 mesi. Una volta approvate, le modifiche entreranno in vigore con effetto diretto sulla rendicontazione delle imprese.
Le misure di semplificazione, dunque, entreranno in vigore il 1° gennaio 2026, con la possibilità per le aziende di posticiparne l’applicazione all’esercizio 2026, se lo riterranno conveniente.